CENTRA Series

Publisher: Viella, Rome.

Scientific Committee: Luc Berlivet (CNRS, Paris), Matteo Caponi (University of Genoa), Francesco Cassata (University of Genoa), Michele Colucci (CNR-ISMED, Rome), Valeria Deplano (University of Cagliari), Cristiana Facchini (University of Bologna), Robert Gordon (University of Cambridge), Silvana Patriarca (Fordham University, NYC), Guri Schwarz (University of Genoa), Neelam Srivastava (Newcastle University).

Andrea Avalli, Il mito della prima Italia. L’uso politico degli Etruschi tra fascismo e dopoguerra, Viella 2024.

Nell’immaginario storico elaborato sotto il fascismo, uno spazio originale è stato ricoperto dagli Etruschi. Nonostante le incertezze sull’interpretazione della loro lingua e sulle loro origini, e la prevalenza in Europa della tesi della provenienza orientale, nell’Italia fascista artisti, scrittori e studiosi hanno sviluppato un consenso nazionalista sull’assimilazione degli Etruschi all’interno dell’identità italica, posta alle radici nazionali e razziali del popolo italiano. Con la persecuzione antiebraica, è stata in particolare l’ipotesi dell’origine orientale a essere avversata, per evitare di ammettere l’esistenza di corpi estranei nella composizione etnica italiana. Il libro ricostruisce questa storia e i suoi esiti culturali nell’Italia repubblicana e della Guerra fredda.

2025 Opera Prima Prize, SISSCo – Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea

Enrica Asquer, Caso per caso. Una storia sociale delle discriminazioni razziali (1938-1943), Viella 2025.

La cittadinanza è un diritto o un merito? Quando nell’autunno del 1938 il regime fascista vara le Leggi razziali, introduce delle lievi dispense, dette «discriminazioni», per quei cittadini «di razza ebraica» che, sulla scorta di una documentata istanza, dimostrino di possedere particolari titoli di merito, patriottici e/o fascisti. A partire dall’ampio patrimonio documentario costituito dai fascicoli individuali di «discriminazione» e facendo interagire l’indagine sul razzismo amministrativo fascista con una storia sociale della cittadinanza, attenta alle azioni compiute dal basso dai cittadini, questo libro si propone di esaminare un meccanismo cruciale della persecuzione antiebraica italiana, perlopiù silenziato dalla memorialistica, fugacemente o erroneamente nominato dalla storiografia, ma mai sinora analizzato con sistematicità e accuratezza.

Elena Cadamuro, Il nero è vicino. Colonialismo e razzismo nell’atlante visuale dell’Italia repubblicana, Viella 2026.

In che modo le eredità coloniali e i nuovi razzismi hanno modellato le autorappresentazioni dell’Italia repubblicana, definendone i confini? A quali immaginari hanno dato forma, quali sono stati abbandonati e quali, invece, traghettati dal passato a oggi? Attraverso l’analisi del settimanale illustrato «Epoca» – “atlante visuale” dell’Italia repubblicana – questo libro indaga come il contatto con il “nero”, temuto, desiderato o solo immaginato, abbia influenzato le rappresentazioni della nazione tra il 1950 e il 1989. Il “nero” è qui inteso in senso coloniale, razziale e politico: una presenza sfaccettata che riguarda le relazioni postcoloniali, l’universo culturale afroamericano e le tensioni neofasciste del dopoguerra. Il libro ricostruisce il mosaico di questi immaginari, mostrando come dietro iconografie solo apparentemente statiche si siano celati nel tempo desideri e inquietudini differenti di un’Italia a confronto con nuove forme di nerezza.